Lungo il percorso dietetico la maggioranza degli italiani parte bene ma si perde ben presto.

L’ultima discesa (dalla bilancia) è il momento della resa. I primi ad arrendersi sono i meno motivati, quelli che vogliono solo una linea migliore. Arrivano ad un paio di settimane. Poi quelli in sovrappeso che hanno avuto la raccomandazione del medico perché stanno rischiando. Resistono un paio di mesi. A sei mesi gettano la spugna anche gli obesi.

A questo punto non è facile convincere chi ha fatto un passo indietro, perché deluso, a risalire sulla bilancia e chi, pur in soprappeso o obeso, non vuol mettersi a dieta.

Eppure basta seguire delle semplici regole.

Distribuite il cibo nella giornata

Meglio frazionare in piccoli pasti (4 o 5) e fare la prima colazione.

Concentrare la maggior parte del cibo a cena non è vantaggioso: poi si vede la tv o si va a riposare ed è più facile incamerare l’eccesso calorico e ingrassare.

Se ci sono particolari orari in cui abbiamo una grande sensazione di vuoto allo stomaco, valutare come il nostro organismo è stato “rifornito” nelle 3‐5 ore precedenti e ridistribuire la quantità di cibo senza aggiungerla al totale della giornata, “partendo” sempre da una colazione adeguata.

Non eliminate i classici cibi ritenuti “ingrassanti”

Ricordate che pane, pasta, patate sono gli alimenti che maggiormente contribuiscono ad una adeguata sensazione di sazietà e, se in porzioni ragionevoli e conditi semplicemente, sono sani e non eccessivamente calorici. Quindi sì alla pasta ma occhio alla quantità di sugo o di condimento aggiunto (usate il sistema dei cucchiai salvo che siano a base di sola componente vegetale) ed eventualmente riducetene un poco la porzione.

Masticate con calma e mettete in bocca pezzi piccoli di alimenti

Digerirete meglio e, soprattutto, resterete sazi più a lungo.

La “dimensione” del vostro boccone non dovrebbe superare il volume del vostro pollice.

Verdura a volontà ma attenzione alla frutta

Consumate almeno 3 buone porzioni di verdura al giorno: sono utili perché contribuiscono a migliorare anche la sensazione di sazietà.

Bene anche al consumo di frutta ma attenzione: mangiare troppa frutta per compensare una mancanza di sazietà può non essere una scelta vantaggiosa. In genere si dovrebbero assumere non meno di 2 ma non più di 3‐4 frutti al giorno.

Attenzione ai condimenti

Se siete abituati a condire ad occhio usate il cucchiaio come unità di misura dell’olio. Lo stesso cucchiaio servirà per misurare sughi o intingoli particolarmente ricchi in grassi: non più di uno per pasto.

Misurare i grassi solidi con un sistema di misura a volume: un cubetto di burro grande quanto una zolletta di zucchero per persona può essere utilizzato saltuariamente per condire, quando non si esageri con dolciumi, salumi o formaggi grassi.

Ricordate inoltre che a parità di quantità e qualità i grassi cotti sono sempre meno sani di quelli utilizzati a crudo.

Privilegiate il pesce

Proponetevi di assumere pesce di mare almeno una o due volte per settimana imparando ricette semplici e gradevoli.

Se il sapore del pesce fresco non piace, anche il pesce surgelato può essere una possibilità.

Attenzione all’alcol

L’alcol riduce l’eliminazione dei grassi che il nostro organismo mette in riserva.

È utile quindi limitarsi a un bicchiere di vino o a una birra nelle occasioni particolari. Meglio bere acqua, a piccoli sorsi, nella quantità di almeno un litro al giorno.

Fate movimento

Non bisogna strafare e sudare copiosamente; la chiave di lettura di un buon uso dei propri muscoli è costituita, durante l’attività fisica, da un ritmo cardiaco accettabile e dalla sensazione di piacere, con respirazione appena più frequente e profonda del normale.

Proponetevi obiettivi raggiungibili

Il primo passo può essere quello di “rientrare” negli ultimi jeans che avete appena abbandonato e poi proseguite per passi graduali.

Non usate in modo maniacale la bilancia: è più pratico controllare la taglia dei vestiti e/o i buchi della cintura.

È utile per la salute un dimagramento lento (circa 500 gr\ settimana),ottenuto con una riduzione dell’introito alimentare non eccessivamente rigido ma prolungato.

Mantenete il dimagramento

Evitate le oscillazioni del peso (sindrome dello yoyo).

E’ importante il calo ponderale ma soprattutto il mantenimento nel tempo del risultato ottenuto: è meglio un lieve soprappeso costante a fluttuazioni ponderali, anche se queste raggiungono un peso normale.

Una perdita di peso del 10% rispetto al peso iniziale garantisce un sicuro vantaggio per la vostra salute, se questo viene mantenuto.

 

Per dimagrire non basta un giorno. Ci vuole tempo. E ci vogliono anche buona volontà, convinzione e tenacia. Ma “ogni grande impresa inizia sempre con un primo passo”, bisogna solo compierlo.

 

Ogni impresa inizia sempre con un primo passo (anche quello verso la bilancia!)

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